Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica: intervista ad Alessandra Cilio, direttrice artistica della manifestazione

Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica: intervista ad Alessandra Cilio, direttrice artistica della manifestazione

di Giulia Raimondi, foto dalla pagina della manifestazione 

Nei giorni tra il 22 e il 25 Ottobre 2015 si è svolta a Licodia Eubea (borgo nel cuore degli Iblei), nell’ex Chiesa di S. Benedetto e S. Chiara, la quinta edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione  Archeologica , in cui si è trattato il tema della musica nel mondo antico, discutendo anche dei nuovi linguaggi da adottare nella comunicazione archeologica.

12243601 10208377199533373 847169019 n

La Rassegna, che si svolge ogni anno dal 2011, è affidata alla direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, e mira a divulgare, tramite le arti visive, tutto ciò che riguarda l’Antico. Si vuole far conoscere, tramite questa manifestazione, l’archeologia e i suoi protagonisti, e far appassionare profani e non a questo mondo antico fondamentale per conoscere il presente.

La Rassegna è organizzata da Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea Mario di Benedetto e da Fine Art Produzioni insieme alla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Catania, con il patrocinio del Mibact, della Soprintendenza BB. CC. AA. Di Catania e della Rassegna del Cinema Archeologico di Rovereto.

Durante le giornate, nel corso della manifestazione si è potuto assistere alla proiezione di documentari, docu-film e docu-cartoni; si è potuto partecipare a conversazioni con varie personalità (archeologi, ricercatori, registi e produttori cinematografici), assistere a mostre fotografiche (La pittura romana a Sabratha, Libia, a cura dell’Università degli Studi di Macerata) e provare esperienze eno-gastronomiche e molto altro.

12242323 10208377199853381 1197352407 n

Al documentario più gradito dal pubblico è stato conferito il Premio Archeoclub M. Di Benedetto, e il Premio Antonino Di vita è andato a chi si è occupato di diffondere la conoscenza del patrimonio culturale.

Diciotto sono stati i filmati in programma e, fuori concorso, è stato proiettato il docufilm Un giorno la storia passò dal Parco dell’Etna e Tà gynaikeia. Cose di donne.

12248686 10208377201573424 177948993 n

Durante le giornate si sono tenuti incontri con ospiti specialisti: Syusy Blady, regista e conduttrice televisiva; Dario Di Blasi, direttore Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto; Giovanna Bongiorno, regista; Nello Correale, regista e direttore del Festival Internazionale Cinema di Frontiera; Sebastiano Gesù, storico del cinema; Giuseppe Gumina, attore; Amelia Martelli, attrice; Simona Rafanelli, direttrice del Museo Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia; Lucio Rosa, regista; Giuseppe Severini, liutaio esperto in Storia della Musica; Davide Tanasi, professore di Studi Classici e Archeologia presso l’Arcadia University di Siracusa; Fulvia Caffo, soprintendente bb.cc.aa. di Catania; Salvo Fleres, Ente Parco dell’Etna; Massimo Frasca, direttore della Scuola di Specializzazione Beni Archeologici di Catania; Gioconda Lamagna, direttore Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa; Giusi Liuzzo, consigliere nazionale Archeoclub d’Italia; Marisa Mazzaglia, direttore Ente Parco dell’Etna; Luigi Messina, soprintendente bb.cc.aa. di Catania; Alessandra Mirabella, presidentessa dell’Archeoclub d’Italia di Aidone; Andrea Patanè, soprintendente bb.cc.aa. di Catania; Maria Antonietta Rizzo Di Vita, professore di Etruscologia e Antichità Italiche Università di Macerata; Giovanni Verga, sindaco di Licodia Eubea. Si sono effettuate anche visite guidate dei luoghi d’interesse. 

 12233196 10208377202013435 1112553900 n

Alla conclusione della manifestazione abbiamo intervistato Alessandra Cilio, direttrice artistica della Rassegna:

Quali sfide ci attendono per la divulgazione della conoscenza del patrimonio archeologico e quali sono gli ostacoli?

Divulgare il patrimonio culturale è già una bella sfida, per un archeologo.

Significa abbandonare il linguaggio tecnico dello scienziato per adoperarne uno più morbido, semplice e diretto. Significa tradurre il dato in racconto, senza per questo banalizzarlo, adattando il contenuto al suo pubblico, cioè la società, che è per sua natura multiforme, variegata, e che in quelle “pietre vecchie” cerca spesso un senso, un legame con il mondo attuale. Gli ostacoli, quando ci si confronta con le sfide, sono fisiologici. Uno per tutti è un certo habitus conservatore, palpabile in molti musei incapaci di dialogare con un’utenza che non sia quella degli “addetti ai lavori”, o in certi specialisti ancora convinti che la divulgazione sia un settore entro cui confinare chiunque non riesca ad affermarsi nella più pura indagine scientifica. La comunicazione è invece, a mio parere, complementare all’attività di studio e ricerca, e ha un ruolo cruciale nel nostro mestiere, in quanto serve a educare la società alla comprensione del bene culturale, che va di pari passo con la tutela, la valorizzazione e la fruizione di esso.

L’organizzazione di incontri che favoriscano la conoscenza del patrimonio archeologico costituisce dunque un importante momento di crescita e di confronto. In tale contesto, infatti, bisogna individuare linguaggi e strumenti efficaci, chiari e di forte impatto, senza tuttavia sacrificare accuratezza e rigore scientifico. Questi elementi trovano oggi riscontro nel cinema di settore (documentari, docu-film, docu-cartoon) e nei suoi protagonisti (case di produzione, archeologi, registi), capaci di narrare, attraverso il potente strumento delle immagini e dello storytelling, la Storia e le tante storie (del passato, del presente) che si intrecciano all'interno della disciplina archeologica.

Alternando la presentazione di film documentari a dibattiti, la Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea  vuole invitare il pubblico a dialogare con chi pratica l'archeologia per mestiere e con chi la racconta attraverso lo strumento cinematografico. 

Come spiegare la tecnologia in rapporto all'archeologia?

Tecnologia e archeologia negli ultimi anni costituiscono un binomio vincente.

I progressi nel campo dei GIS, delle ricostruzioni in 3D e della realtà immersiva hanno permesso di rendere il mondo antico tutt’altro che “intangibile”, avvicinandolo molto anche a chi non se ne occupa professionalmente. Nell’ambito della V edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea, abbiamo voluto sottolineare l’importanza crescente che i nuovi linguaggi informatici stanno assumendo nella comunicazione del patrimonio culturale, invitando a parlarne un esperto del settore, il professore Davide Tanasi, e presentando un film interamente realizzato con la grafica 3D: “Pompei 3D. Una storia sepolta”, dove la fedeltà nella ricostruzione dei dati archeologici si sposa con la creatività di un racconto ambientato poche ore prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. 

Per quanto riguarda la musica nell'antichità?

La musica nell’antichità: un tema tanto complesso quanto affascinante, dal momento che la vita stessa dell’uomo è sempre stata scandita da suoni e vibrazioni musicali, e lo è ancora oggi. Difficile immaginare un passato muto: sarebbe come immaginare il mondo antico in bianco e nero, quando lo sappiamo denso di colori e sfumature. Gli studi sulla comprensione e ricostruzione della musica antica hanno compiuto notevoli progressi negli ultimi anni: la direttrice del museo “Isidoro Falchi” di Vetulonia, Simona Rafanelli, ha offerto, nel corso della nostra manifestazione, una sintesi del suo progetto di studio, “La musica perduta degli Etruschi”, che porta avanti dal 2012 in sinergia con il musicista jazz Stefano Cocco Cantini. Insieme a lei, il liutaio Giuseppe Severini ha sperimentato, attraverso una serie di riproduzioni di strumenti musicali realizzate attraverso un attento studio iconografico, le sonorità del mondo preistorico e di quello greco. Il film “The lost sound. Il suono perduto”, della regista Elena Alessia Negriolli, ha permesso ai partecipanti di vivere passo passo l’emozionante scoperta di un autentico carnyx celtico e il tentativo, da parte di un’equipe di specialisti, di ricostruire lo strumento nella sua interezza assieme ai suoi cupi richiami di guerra.

La musica, insomma, ha costituito le file rouge di questa edizione 2015; non è un caso, infatti, che la locandina e la brochure di quest’anno recassero l’immagine di un suonatore di lyra, tratta da uno skyphos attico custodito all’interno del museo civico “Antonino Di Vita” di Licodia Eubea. 

Un bilancio della rassegna dalla prima edizione sino a questa del 2015?

Nel complesso il bilancio è positivo. In cinque anni abbiamo proiettato a Licodia Eubea oltre sessanta film italiani e stranieri. Le storie che abbiamo proposto hanno abbracciato le principali epoche storiche, ed hanno aperto una finestra su mondi lontani e spesso poco noti. Abbiamo invitato oltre venti ospiti da tutta Italia che hanno saputo ‘tradurre’ tematiche archeologiche spesso ostiche al grande pubblico.

Dalla prima edizione, in cui l’evento si è svolto in un’unica giornata presso la sede della sezione licodiana dell’Acheoclub d’Italia di fronte ad un ristretto numero di partecipanti, all’edizione 2015 appena conclusasi, in cui abbiamo visto alternarsi fasce di pubblico molto varie, dalla mattina alla sera, i progressi sono stati notevoli. Registi, storici del cinema, archeologi, docenti universitari, rappresentanti degli enti preposti alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali, ci hanno accompagnati in questo cammino. Nel 2012 abbiamo istituito un premio importante, il premio “Antonino Di Vita”, dedicato alla memoria di questo brillante archeologo, tanto rigoroso nella ricerca archeologica quanto piacevole nel raccontarla a chi non fosse del mestiere. Il premio viene annualmente assegnato a chi abbia speso la propria vita professionale nel diffondere la conoscenza del patrimonio culturale attraverso i media, dal cinema al web, dalle testate giornalistiche alla televisione. Nel 2014 è stato invece introdotto il “Premio Archeoclub d’Italia”, destinato al film più votato dal pubblico. L’idea è nata da un duplice obiettivo: da una parte, quello di invitare gli spettatori ad una partecipazione attiva, dall’altra, quello di comprendere le preferenze stilistiche e di contenuto di un pubblico assai eterogeneo, di cui si possa tenere conto nello sviluppo dei programmi per le edizioni future.  Abbiamo dato vita a una serie di eventi collaterali (visite guidate, escursioni nel territorio, esperienze eno-gastronomiche, fiere del libro) così da ‘naturalizzare’ l'evento all'interno di Licodia Eubea, contribuendo inoltre al suo sviluppo economico in termini di turismo culturale. Sono tutti tasselli di un mosaico, che anno dopo anno abbiamo messo insieme con fatica e perseveranza e che, proprio nell’ultima edizione, ci hanno fruttato il riconoscimento della Direzione Generale Cinema del MIBACT, assieme a un piccolo contributo economico che ci ha permesso di coprire in parte le spese sostenute. Un riconoscimento nazionale, che ci dà conferma dell’aver lavorato bene, nel corso di questi cinque anni.

Che mi dici riguardo ad obiettivi futuri?

Probabilmente l’obiettivo principale è quello di mantenere alto il livello della manifestazione, per film, ospiti e attività proposte. Non è facile, specie se si considerano i pochi fondi di cui disponiamo per mettere in moto un evento come la Rassegna: un evento che si articola in quattro giornate e che ci vede coinvolti anche durante l’anno nella preparazione dell’edizione successiva.

La speranza per il futuro, piuttosto, è quella di poter contare sulla collaborazione di giovani archeologi, comunicatori o registi che abbiano voglia di mettersi in gioco come abbiamo fatto noi cinque anni fa: gente sveglia e preparata, che nonostante il momento critico in cui si trova a operare, creda fortemente nel valore di simili iniziative. Gente sveglia e preparata, cui un giorno poter passare il testimone.

12204568 10208377199893382 2096926018 n

 

12204568 10208377200773404 1516530355 n

12242176 10208377200373394 1293279386 n

12242300 10208377200173389 528958972 n

12242357 10208377201653426 1698987556 n

12248733 10208377199373369 2040040199 n

12270018 10208377199653376 739964832 n

12270279 10208377201373419 1210965582 n

12273053 10208377201773429 1148713496 n

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Archeounict - Palazzo Ingrassia, via Biblioteca, 4 -95124- Catania (Italia) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Joomla School Templates by Joomlashack