Il blog degli studenti di Archeologia di Catania

Convegno dei giovani archeologi - Intervista al presidente

 

 



 

 

 

Ecco l'intervista a Gesualdo Busacca presidente dell'Associazione culturale ArcheoUnict. Su professionearcheologo.it racconta cos'è l'associazione e quali sono i suoi obiettivi non dimenticando il V Convegno dei Giovani Archeologi.

Di questo e di molto altro ancora parla Aldo, ricordando che la deadline per l’invio degli abstract è prevista per il 15 aprile prossimo.

Gli abstract che perverranno alla segreteria organizzativa verranno visionati e selezionati da una commissione scientifica composta dai docenti di riferimento dell’Università di Catania divisi nei tre macro-settori disciplinari.

Qui l’elenco dei docenti che la compongono.

L'archeologia a Capo Mulini

 

 

di Rodolfo Brancato

Il ridente paesino di Capo Mulini si affaccia sull’omonima baia; tra le piccole case dei pescatori e gli orrori edilizi degli scorsi lustri si trova uno dei più maestosi e dimenticati monumenti di epoca romana esistenti in Sicilia. Trattasi del cosiddetto tempio romano di Capo Mulini, così come fu identificato da Guido Libertini nel 1952. Io non ne avevo la minima cognizione. Fu durante le lezioni del professor Tortorici che se sentii parlare per la prima volta e, pur essendo stato un paio di volte lì in zona, non riuscivo a capire dove si trovasse il tempio; si parla di una località non molto estesa ma del tutto ingombra di costruzioni.  Capo Mulini è stato travolto dalla speculazione edilizia, ed effettivamente il caro tempietto si trova ormai mortificato e stretto tra la strada, una palazzina di svariati piani, e un nascente parcheggio sul retro, a pochi metri dalla costruzione. Anni di totale abbandono e la natura hanno fatto il resto.

Tra gli sguardi curiosi degli autoctoni, abbiamo cominciato a disboscare e a scavare: qualcuno arrivava chiedendoci cosa fosse quella costruzione su cui giocava nella propria infanzia, un altro chiedeva se stessimo costruendo l’ennesimo ristorante. L’arrivo degli “archeologi” ha messo il paesino in subbuglio. È stato importante cercare di connettere gli abitanti del luogo a quella che è la testimonianza più evidente del lungo e ricco passato di questa baia, la cui frequentazione è ininterrotta da millenni.

Io ero alla mia prima esperienza di scavo. Sono arrivato senza trowel e con un paio di scarpe troppo strette: l’equipaggiamento giusto per un fulgido inizio, ma gli altri studenti erano fortunatamente molto meglio preparati e adeguatamente entusiasti. Il lavoro è proceduto rapido; nel giro di un paio di settimane abbiamo riportato in luce le possenti strutture che poggiano direttamente su un mosso fiume lavico pietrificatosi.
Spostare grandi quantità di terra per arrivare alla lava ci ha dato qualche notizia sulla storia recente del sito: è stato sì dimenticato in quanto bene archeologico, ma ha avuto una fertile storia di discarica abusiva; a parte qualche coccio  antico, superstite di continue ricerche di scavatori improvvisati, abbiamo ritrovato enormi quantità di rifiuti: da aghi di inizio secolo a frammenti di varie tipologie di bottiglie, da piatti della recente tradizione folklorica (“u piattu i Giufà”) a piastrelle di raffinato gusto post-pop.

Il mese di Marzo non ha deluso le aspettative. Si sono alternati giorni di sole quasi estivo a giorni in cui la pioggia e il vento hanno ostacolato il lavoro, specie alla fine, quando è arrivato il momento del rilievo.
Dall’analisi preliminare delle strutture, il professor Tortorici ha potuto già evidenziare delle incongruenze nella tradizionale identificazione del monumento in tempio. Quella che il Libertini definisce una favissa, ossia la stanza-deposito degli oggetti votivi del santuario, non è, probabilmente, un semplice ambiente ipogeo, ma una vasca, che potrebbe essere parte di un grande ninfeo, in seguito monumentalizzato in epoca romana. Capo Mulini, infatti, sorge in un territorio ricchissimo di acque, tutelato oggi dal parco Archeologico della valle dell'Aci; e lì dove l’acqua dolce e la lava s’incontrano è credibile pensare un luogo di culto, la cui importanza è indubbia data la mole delle strutture.


Photo Gallery
(si ringrazia il Parco Archeologico della Valle dell'Aci)

 

Scarica qui l'articolo de "La Sicilia" del 26 marzo 2013 che parla dei lavori raccontati in questo post.

Il ridente paesino di Capo Mulini si affaccia sull’omonima baia; tra le piccole case dei pescatori e gli orrori edilizi degli scorsi lustri si trova uno dei più maestosi e dimenticati monumenti di epoca romana esistenti in Sicilia. Trattasi del cosiddetto tempio romano di Capo Mulini, così come fu identificato da Guido Libertini nel 1952. Io non ne avevo la minima cognizione. Fu durante le lezioni del professor Tortorici che se sentii parlare per la prima volta e, pur essendo stato un paio di volte lì in zona, non riuscivo a capire dove si trovasse il tempio; si parla di una località non molto estesa ma del tutto ingombra di costruzioni.  Capo Mulini è stato travolto dalla speculazione edilizia, ed effettivamente il caro tempietto si trova ormai mortificato e stretto tra la strada, una palazzina di svariati piani, e un nascente parcheggio sul retro, a pochi metri dalla costruzione. Anni di totale abbandono e la natura hanno fatto il resto.

 

Tra gli sguardi curiosi degli autoctoni, abbiamo cominciato a disboscare e a scavare: qualcuno arrivava chiedendoci cosa fosse quella costruzione su cui giocava nella propria infanzia, un altro chiedeva se stessimo costruendo l’ennesimo ristorante. L’arrivo degli “archeologi” ha messo il paesino in subbuglio. È stato importante cercare di connettere gli abitanti del luogo a quella che è la testimonianza più evidente del lungo e ricco passato di questa baia, la cui frequentazione è ininterrotta da millenni.

 

Io ero alla mia prima esperienza di scavo. Sono arrivato senza trowel e con un paio di scarpe troppo strette: l’equipaggiamento giusto per un fulgido inizio, ma gli altri studenti erano fortunatamente molto meglio preparati e adeguatamente entusiasti. Il lavoro è proceduto rapido; nel giro di un paio di settimane abbiamo riportato in luce le possenti strutture che poggiano direttamente su un mosso fiume lavico pietrificatosi.

Spostare grandi quantità di terra per arrivare alla lava ci ha dato qualche notizia sulla storia recente del sito: è stato sì dimenticato in quanto bene archeologico, ma ha avuto una fertile storia di discarica abusiva; a parte qualche coccio  antico, superstite di continue ricerche di scavatori improvvisati, abbiamo ritrovato enormi quantità di rifiuti: da aghi di inizio secolo a frammenti di varie tipologie di bottiglie, da piatti della recente tradizione folklorica (“u piattu i Giufà”) a piastrelle di raffinato gusto post-pop.

 

Il mese di Marzo non ha deluso le aspettative. Si sono alternati giorni di sole quasi estivo a giorni in cui la pioggia e il vento hanno ostacolato il lavoro, specie alla fine, quando è arrivato il momento del rilievo.

Dall’analisi preliminare delle strutture, il professor Tortorici ha potuto già evidenziare delle incongruenze nella tradizionale identificazione del monumento in tempio. Quella che il Libertini definisce una favissa, ossia la stanza-deposito degli oggetti votivi del santuario, non è, probabilmente, un semplice ambiente ipogeo, ma una vasca, che potrebbe essere parte di un grande ninfeo, in seguito monumentalizzato in epoca romana. Capo Mulini, infatti, sorge in un territorio ricchissimo di acque, e lì dove l’acqua dolce e la lava s’incontrano è credibile pensare un luogo di culto, la cui importanza è indubbia data la mole delle strutture.

 

 

Rehber : Erasmus ile Catania’ya gidecek Türk öğrenciler için

 

 

Appena giunto dalla Turchia ecco l'articolo, in turco, di Derviş Ozan TOZLUCA, studente della Selcuk University, dedicato alla sua esperienza catanese nell'ambito del corso internazionalizzato.

 

di Derviş Ozan TOZLUCA
    

Katanya ( Catania ) , İtalya’nın Sicilya adasının batı kısmında , İyonya denizi ( İyon ya da Yanya denizi) kıyısında , Etna yanardağının komşusu ve  Messina ile Siracusa şehirleri arasında yer almaktadır.Aynı zamanda Catania vilayetinin başkenti  , Sicilya’nın en büyük ikinci ve İtalya’nın da en büyük  onuncu kentidir.Katanya  , sismik geçmişiyle bilinir.Şehir 1169 yılında ve 1693 yıllında meydana gelen depremler sebebiyle büyük yıkım geçirmiştir. Ayrıca birkaç defa komşusu olan Etna yanardağının  lav püskürtmesiyle tahrip olmuştur.(Şehrin en çok zarar gördüğü patlama 1669 yılında gerçekleşmiştir.). Katanya eski ve olaylı bir tarihe sahiptir.Şehir M.S 8. Yüz yılda kurulmuş olup , 14. Yüzyılda ve Rönesans devrinde İtalya’nın  en önemli  bayındır , sanatsal , kültürel ve politik merkezlerinden biri olmuştur.Günümüzde ise , Sicilya adasının en önemli  ekonomik , turistlik ve eğitim merkezlerinden biridir.Catania Üniverstesi , 19 Ekim 1434 yılında Kral V.Alfonso  tarafından kurulmuştur. Catania Üniversitesi  Sicilya’nın en eski , İtalya’nın 13. Ve dünya da 29. En eski üniversitesidir. Bugün 12 fakülte ile 60000’den fazla öğrenci bu üniversitede öğrenim görmektedir.

 

Piazza Universita’dan bir görünüm.Şehrin tarihi merkezinde yer almaktadır.

Arkeoloji bölümü ( Piazza Dante 32 ,95124 Catania , İtalya) Dipiartimento di Scienze Umanistiche’ye bağlı bulunmaktadır. ( Facolta di Lettere e Filosofia , Türkiye’deki Fen-Edebiyat Fakültelerinin İtalya’da ki muadilidir.).Arkeoloji  Yüksek Lisans kursunda 6  profesör , 4 doçent ve 7 yardımcı doçent görev yapmaktadır.Prof. Pietro Militello Arkeoloji Yüksek Lisans kursunun ve Arkeoloji  bölümü uluslararası ilişkiler koordinatörüdür.Arkeoloji bölümünde , Arkeolojinin bir çok alanında çalışmalar yapılmaktadır.Prehistorya alanında Dott.sa Simona Todoro , Ön Asya Arkeolojisi alanında Dott.sa Nicola Laneri , Ege Arkeolojisi ( Minos ve Miken dönemi) Prof.Pietro Militello , Sicilya ve Güney İtalya Klasik Dönem Arkeolojisi alanında Prof.Massimo Frasca ,Antik Topografya ve Roma Arkeolojisi alanında Prof.Edoardo Tortorici , Yunan ve Roma Klasik Sanatı alanında Prof.Filippo Giudice , Mimari alanında Prof.Francesco Tomasello , Yunan ve Roma Tarihi alanında Prof.Antonio Tempio ve Prof.sa Claudia Giuffrida , Roma Seramiği alanında Prof.Daniele Malfitana  ve Nümismatik  alanında Prof.Giuseppe  Guzzetta çalışmaktadır.Ayrıca Prof.Massimo Frasca  , Dokuz Eylül Üniversitesi  Arkeoloji Bölümünden Prof.Dr Akın Ersoy ile birlikte İzmir Smirne’de , Dott.sa Nicola Laneri ise Diyarbakır Müzesi ile birlikte Hibemerdon Tepe kazılarında Türkiye’de çalışmaktadırlar.Selçuk Üniversitesi  ve Catania Üniversitesi arasında Erasmus Öğrenci değişim programı anlaşmasının yanı sıra karşılıklı Akademisyenlerin ders verme , doktora öğrencilerinin değişimi ve yüksek lisans öğrencilerinin her iki üniversiteden de yüksek lisans derecesi almasını sağlayan ( Double Master Degree) anlaşması bulunmaktadır.Eğer eğitim görecek öğrenci toplamda 36 kredilik derslere ve araştırmalara katılıp ( kazı ya da malzeme çalışması gibi.30 kredi dersler için , 6 kredi kazı ya da malzeme çalışması gibi çalışmalar için) , eğitim gördüğü her iki üniversiteden oluşturulan bir kurul tarafından tezine hakemlik yapmasının ardından , Çift Diploma kazanma hakkı elde edebilir.
Erasmus öğrencilerinin en az otuz kredilik ders seçmeleri gerekmektedir.Ders seçme sürecinde danışman hocanızdan yardım almak ders eşleştirme aşamasında size bir çok kolaylık sağlayacaktır.Yinede ilk seçtiğiniz derslerin bir kısmını Catania’ya varınca değiştirmek durumunda kalabilirsiniz.Bu durumda dikkat etmeniz gereken başlıca şeyler , ders verecek hocanın dersi hangi dilde işleyeceği ya da sizlere yardımcı olabilecek kaynak verip veremeyeceği önemli unsurlardır.Biz , Archeologia Egea , Archeologia Classica , Archeologia e storia Dell’arte Del Vicino Oriente ( Türkçeye Ön Asya Arkeolojisi  ve Sanat Tarihi olarak çevirebiliriz) ve Attivita Formative a scelta dello studente(Öğrencilerin kullanabileceği serbest aktiviteler) derslerinden toplamda otuz bir  kredi aldık.Aldığımız derslerden Archeologia Egea İngilizce anlatıldı.Maalesef diğer iki dersimiz İtalyanca işlendiği için derslere katılımda bulunamadık.Bu dersle alakalı kitaplardan sorumlu tutulup , sınavlarımızı bu şekilde olduk.Yeri gelmişken İtalya’da iki türlü sınav yapma şekli var.Birincisi sözlü sınav , ikinci sınav  türü ise Türkiye’de olduğu gibi yazılı olarak gerçekleştirilmekte.Sınavın nasıl yapılacağı hocanıza bağlı.Türkiye’den bir diğer farklı durum ise , İtalya’da sınavlar 30 üzerinden değerlendirilmektedir ve dersi geçme notu 18 puandır.Attivita Formative a scelta dello studente’den  kredilerini ise Corso di Lingua Cultura Italliana ile Calicantone kazısından aldığımız kredilerle tamamladık.Archeologia Egea dersi  Uluslararası Kursu’nun bir parçası olup bu nedenle alanında yetkin bir çok yabancı akademisyen ve araştırmacı dersin işlendiği süreç içinde Catania’ya gelip ders anlattılar.Yine aynı süreç zarfında yakın çevrede ki Arkeolojik alanlar ve yapılara geziler düzenlenip , bölge ve alan hakkında dersler işlendi.Zira Catania ‘da arkeoloji okuyanlar bu konuda çok şansılar çünkü yakın çevrede hatta şehrin merkezinde bile bir çok arkeolojik alan bulunmaktadır.
                

prof laneri

En üste Ortada Dott.sa Nicola Laneri , sağda D.Ozan Tozluca, solda  Alpago G. Güzel.    Altta , Solda A.G .Güzel , Prof.Pietro Militello , Prof. Massimo Frasca ,D.O. Tozluca

 Kazı ve çalışma ortamından da biraz bahsetmek istiyorum.Katıldığımız kazı  Ragusa ili Modica şehrinin yaklaşı  12 km güney-doğusunda yer alan Calicantone Nekropol’ünde gerçekleşmiştir.Bronz Çağına tarihlenen ( M.Ö 2200-1450 ) bu kayaya oyulmuş mezarlar Castellucciana kültürüne atfedilmektedir.Cava Ispica Arkeolojik bölgesi sorumluluğunda ve Catania Üniversitesi Arkeoloji bölümünden Prof.Pietro Militello yönetiminde kazı gerçekleştirilmiştir.3 hafta süren bu kazıya ayrıca Varşova Üniversitesinden de öğrencilerin katılımda bulunmuştur.Kazının kredilendirmesinden bahsedecek olursak , her 25 saatlik çalışmadan 1 kredi aldık.Kaldığımız süre boyunca bölgeye çok yakın olan bir hostelde konakladık ancak yemek masraflarını Catania Üniversitesi karşılamadığı için bu masrafları kazıya katılanlar kendileri karşıladılar.

 Kazı ekibiyle birlikte kazının son günü.Arkada ise Calicantone Nekropolü yer almaktadır.

Ulaşım ve konaklama konularından da birazcık bahsedecek olursak.Catania’ya ulaşmakta en kolay iki yol hava ve tren yoludur.Catania Havaalanı merkeze çokta uzak olmayan bir konumdadır.Şehrin merkezine belediye otobüsleriyle ulaşmak mümkündür(457 numaralı otobüsler havaalanına gitmektedir).Yine tren garı da şehrin merkezinde yer aldığı için , varmak istediğiniz yerlere otobüsle varabilirsiniz.Maalesef otobüslerin numarasını hatırlıyamaktayım.Konaklamaya gelince Erasmus öğrencilerinin konaklamakta tercih ettikleri iki yol var.Birincisi Üniversiteye bağlı yurtlar bir diğer yol ise oda kiralamak.Erasmus öğrencileri genel olarak ERSU Caracciolo (Via Ammiraglio Caracciolo, 108, 95123 Catania, İtalya Tel :+39 095 731 5348 ) yurdunu tercih etmektedirler( iki ya da tek kişilik odaların fiyatları 180 Euro ve kayıt olduktan sonra 3 ay boyunca o yurtta kalma zorunluluğu vardır.Bu zamandan önce yurttan çıkmak isterseniz 3 aylık parayı ödemeniz gerekmektedir.).Daha merkezi yerlerden ev tutmak isterseniz tek kişilik odalar 230-260 euro civarı ücretler talep edilmekte iki kişilik odalarda ise 100-150 euro arası fiyatlar talep edilmektedir.
Son olarak , yurtdışına ilk kez çıkmanın ve bir süreliğine yaşayacak olmanın cahilliği ve heyecanı ,ayrıca kabul sürecinin belirsizliğinin sebep olduğu stresin yarattığı olumsuz durumlarda bize tüm süreç boyunca sabırla yardım eden ve hiçbir şekilde bizden yardımını esirgemeyen Prof.Pietro Militello’ ya , ayrıca yine bizden anlayışlarını , yardımlarını ve güler yüzlerini esirgemeyen Prof.Massimo Frasca  ve Dott.sa Nicola Laneri hocalarımıza tekrardan  teşekkürlerimi sunmayı bir borç bilirim.Catania’yı tercih etmek bir çok farklı insan tanımak ve farklı bir akademik geleneği  görmek açısından eşsiz bir fırsat.
Not: Bu yazı daha çok arkeoloji öğrencileri için fayda sağlayacaktır.Ancak diğer bölümlerden arkadaşlar içinde faydalı olabilecek bilgiler içerdiğine inanmaktayım.

Auguri assessore!

 

La redazione di ArcheoUnict esprime la propria soddisfazione per la nomina ad assessore ai Beni Culturali della regione Sicilia della Prof.ssa Mariarita Sgarlata docente presso la nostra facoltà.

Cogliamo altresì l'occasione per fare al neoassessore i migliori auguri di buon lavoro auspicando un sempre maggiore coinvolgimento del mondo accademico e dei giovani in particolare, nella valorizzazione e promozione del patrimonio culturale siciliano.

Ma vediamo, in breve, chi è Mariarita Sgarlata.

Nata nel 1962, si è laureata in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Catania e successivamente specializzata in Archeologia Medievale presso la Scuola nazionale di Archeologia a Roma. Nel nostro Ateneo, come accennato, il nuovo assessore svolge attività di docenza ed è, dal 2000, ricercatrice nel settore Archeologia Cristiana e Medievale. Dal 1996, inoltre, è ispettrice per le Catacombe della Sicilia Orientale della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

Neither broken nor ugly: un brindisi tra didattica e ricerca

 

 

di Gesualdo Busacca (foto di Alberto Branca)

 

Martedì 29 gennaio 2012, a Palazzo Ingrassia, si è tenuto il primo incontro del ciclo di seminari di laurea organizzati dal CNR – IBAM con la partcipazione del Dipartimento di Scienze Umanistiche, dal titolo “It's broken and ugly”: Graduate seminar on why it is worth studying archaeology and past material culture.

Durante gli incontri, i tesisti di laurea magistrale della cattedra di Metodologie, cultura materiale e produzioni artigianali nel mondo classico si avvicenderanno nella presentazione del proprio progetto di ricerca, affiancati da uno dei massimi esperti nella tematica scelta. Il primo incontro è stato aperto dal prof. Daniele Malfitana, direttore del CNR – IBAM e docente di Metodologie, cultura materiale e produzioni artigianali nel mondo classico. La parola è passata poi a Giuseppe Cacciaguerra, dottorando del CNR – IBAM e coordinatore del gruppo di lavoro dei tesisti, che ha parlato dell'attività dell'Istituto a fianco dei giovani ricercatori, i quali hanno l'opportunità di apprendere il mestiere dell'archeologo grazie al coinvolgimento attivo nelle varie attività di ricerca e di divulgazione del CNR – IBAM, oltre che alla possibilità di lavorare alla propria tesi di laurea magistrale a stretto contatto con i professionisti dell'Istituto.

Ad aprire la serie è stato Mario Indelicato, coinvolto in un audace progetto di archeologia sperimentale, nel corso del quale tenterà di riprodurre sperimentalmente, impiantando una vera e propria vigna secondo i dettami della trattatistica antica (Il De re rustica di Columella in primis) , il procedimento di vinificazione così come doveva svolgersi in età romana. Un esperimento che è stato tentato in passato in altre regioni d'Italia e d'Europa, ma che avrà luogo per la prima volta in Sicilia, lungo le pendici dell'Etna.

Ad affiancarlo in questo affascinante viaggio attraverso la storia della viticoltura italiana ed europea è stato il prof. Attilio Scienza (Università di Milano), uno dei massimi esperti nel campo della viticoltura in Italia, da tempo impegnato nello studio delle origini e della cultura della vite in Europa. Nel corso della sua relazione, il prof. Scienza ha insistito sull'enorme potenziale conoscitivo che si cela dietro lo studio della viticoltura come elemento di identità culturale: la variabilità regionale delle tecniche della viticoltura e la preferenza di diversi vitigni delineano infatti i limites lungo i quali culture diverse interferiscono tra loro. Uno studio, quello della storia della viticoltura, che necessita di un approccio multidisciplinare, coinvolgendo studiosi di un'ampia varietà di discipline: dall'etnografia alla paleobotanica, dall'archeologia alla genetica.

Il ciclo di seminari di laurea che ha avuto inizio con l'incontro di martedì 29 gennaio è sicuramente un'iniziativa innovativa ed estremamente valida innanzitutto per un motivo: perché pone al centro dell'attenzione lo studente, offrendogli un'occasione per dialogare con uno degli esperti nella sua tematica, oltre che per comunicare la propria ricerca, come si troverà a fare molto spesso, nella sua attività di giovane ricercatore. Una didattica concreta e informale, quella del CNR – IBAM, in grado di arricchire notevolmente l'offerta didattica dell'Ateneo, tramite attività pratiche di avviamento alla ricerca. La presenza di una sede del CNR ospitata negli stessi ambienti universitari è un privilegio che non tutti i corsi di laurea in archeologia in Italia hanno la fortuna di avere: sarebbe un vero peccato non poterne usufruire. Buon lavoro, dunque, al prof. Malfitana e al suo team per la continuazione dell'iniziativa, e soprattutto in bocca al lupo ai nostri colleghi che si cimenteranno nei prossimi seminari!


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