Tradizione, tecnologia e territorio 2

Tradizione, tecnologia e territorio 2

 

 

Abstracts

 

Antonino Barbera, I guardiani del fiume. Per una carta archeologica degli insediamenti del territorio di Caltanissetta tra l’Eneolitico ed il Bronzo Antico
 
Sin dall’Eneolitico Antico il territorio di Caltanissetta è stato interessato da insediamenti umani grazie alla compresenza di un fiume, di un sistema collinare, di una fertile vallata facilmente controllabile e di risorse minerarie. Lo sfruttamento di queste opportunità, e l'evoluzione tecnologica, ebbero esito in una crescente sedentarietà. È possibile seguire lo sviluppo di questo processo, il cui acme è da collocare nel Bronzo Antico, attraverso le differenti facies dei materiali.

 

Giacomo Biondi, Una tomba del Bronzo Antico sulla cima di Monte Ficarazza (Centuripe – EN)

La ricca documentazione del Bronzo antico nell’area pedemontana dell’Etna fino a qualche anno addietro, a causa di una lacuna della ricerca, non trovava eguale riscontro nella zona limitrofa delle propaggini orientali degli Erei, al di là del medio corso del fiume Simeto. Si presentano qui  indagini di superficie condotte dal CNR - Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (Catania). Le ricerche, oltre a documentare il rapporto tra la Kentoripa di età storica e la chora circostante, hanno fornito dati sulle dinamiche di popolamento tra il Neolitico e il Bronzo antico.


Massimo Cultraro, Catania Prima di Evarco. Per una carta archeologica delle evidenze preistoriche nell’area urbana

Questo contributo mira a indagare le fasi di antropizzazione preistorica nella zona corrispondente alla città di Catania. Studi degli ultimi decenni si sono concentrati su una lunga sequenza pre-greca stratificatasi sulla collina di Montevergine. Nuove informazioni vengono poi da ricerche in  archivi storici, che illustrano ritrovamenti preistorici della fine del XIX secolo. Inoltre, materiale archeologico proveniente da Catania è stato rintracciato nel Museo Archeologico 'Paolo Orsi' di Siracusa e nel Museo di Storia Naturale a Vienna. Il riesame complessivo di questi dati  suggerisce di rivalutare la tradizionale interpretazione della presenza umana nella zona di Catania durante il Neolitico e l'Età del Bronzo.


Vincenzo Ortoleva, Catania. Il cosiddetto Arco di Marcello nel Chronicon urbis Catinae di Lorenzo Bolano

Sulla base delle testimonianze di Pietro Carrera (1639) e di Giovan Battista de Grossis (1647), si fornisce una nuova edizione critica (l’ultima era quella di G. Libertini del 1921) del frammento del Chronicon urbis Catinae di Lorenzo Bolano (XVI-XVII sec.) relativo alla descrizione del cosiddetto ‘Arco di Marcello’ a Catania (demolito dopo il terremoto del 1693). Il testo di Bolano è inoltre per la prima volta tradotto e analiticamente commentato. Sono infine passate in rassegna le immagini e le rappresentazioni cartografiche dell’arco al momento reperibili e le notizie su di esso fornite da altri storici locali.

 

Edoardo Tortorici, Catania. Il cosiddetto Arco di Marcello. Problemi di topografia antica

Lorenzo Bolano (fine XVI-inizi XVII secolo), descrive con numerosi particolari un arco antico in Catania, via Vittorio Emanuele II, di fronte la attuale chiesa di S. Martino dei Bianchi. Questa testimonianza stimola la fantasia degli storiografi seicenteschi catanesi, che attribuiscono senza fondamento l’arco al console M. Claudio Marcello, conquistatore di Siracusa nel 212 a.C. In realtà, alcuni lavori dei primi anni dell’Ottocento, hanno fatto rinvenire resti archeologici, in seguito identificati come podio templare. Documenti conservati negli archivi del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania hanno consentito di precisare e confermare tale ipotesi. Alcuni studiosi hanno pensato di attribuire le strutture ad un santuario di Iside, tuttavia sarebbe preferibile una identificazione del tempio con il santuario di Cerere, ricordato da Cicerone nelle Verrine (Cic., Verr. IV, 99-102).

 

Antonio Tempio, Catania. La scoperta dell’epigrafe di Iulia Florentina e alcune ipotesi sui luoghi dei fores martyrum

Nell'estate del 1730 venne scoperta a Catania l'iscrizione di Iulia Florentina (CIL X/2, 7112), un elogio funebre di grande interesse per lo studio della cristianità delle origini in Sicilia. La lapide (per la menzione del corrector provinciae) è datata non più tardi delle prime tre decadi del IV sec.; il contenuto si riferisce alle sepolture (o 'recinti') dei martiri cristiani, dove fu sepolta la giovane Iulia Florentina, pacana nata ed in seguito fidelis facta prima della morte. Gli scavi archeologici dell'ultimo secolo hanno portato alla luce  - in un'area suburbana della città antica - un martyrium paleocristiano e tombe cristiane attestate da iscrizioni.  I ritrovamenti hanno anche suggerito di situare la tomba perduta di Iulia Florentina in quest'area suburbana, che nel IV secolo potrebbe essere stata il luogo dei fores martyrum menzionati dall'iscrizione. In base all'informazione fornita dai primi studiosi e specialmente grazie alle copie inedite dell'"Archivio Muratoriano" di Modena, la sepoltura di Iulia Florentina può essere collocata nei pressi delle mura antiche della città, dvoe si trovava una seconda vasta necropoli, non lontana dai luoghi storici collegati ai martiri cristiani di Catania, compresi Agatha e Euplus.


Francesca Maria, Contributi preliminari per la Carta Archeologica del territorio di Sferro

Le aree, ricadenti nei comuni di Catenanuova, Centuripe e Paternò (Catania), sono state oggetto di ricognizioni archeologiche che hanno permesso di ricostruire l’evoluzione storica degli antichi insediamenti, dall’età preistorica a quella medievale.


Elena Consoli, Francesca Maria, Nuovi dati archeologici dai fondali di Acitrezza

Nella baia di Acitrezza - Isola Lachea (Catania) sono state condotte ricognizioni sistematiche negli anni 1999-2000, che hanno individuato aree ad elevata concentrazione di materiale archeologico dal IV sec. a.C. ad età bizantina, e negli anni 2001-2004 che hanno restituito ulteriore materiale tra cui alcuni reperti    che segnalano la possibile presenza di un relitto. Le tipologie dei materiali consentono di formulare alcune ipotesi circa i traffici marittimi e la circolazione locale delle merci (soprattutto olio e vino).


Piero Alfredo Gianfrotta, Barchette fittili siceliote e prove di immaginarie navigazioni

Lo studio dei modellini in terracotta di navi commerciali o a remi da Siracusa, Milazzo, Gela e altri luoghi della Sicilia orientale confermano le connessioni ipotizzate l'Egitto  ellenistico e romano, dove Giovenale (Sat. XV, 124-128) documenta il loro largo uso. Molti altri modelli simili di barche in terracotta sono diffusi nei paesi del Mediterraneo orientale (Creta, CIPRE, pneumatici, Egitto). La forma caratteristica del  rostro di una nave-modello da Siracusa (necropoli del Fusco) e le fisionomie facciali delle figurine mostrano strette analogie con rostri e vogatori in rappresentazioni dipinte di attacco navale su vasi arcaici (cratere di Aristonothos, e altri) e possono suggerire antiche origini di eventi mitici / storici.


Carmelo Martino, Le anfore dal mare di Hipponion–Valentia

Le circa settanta anfore esaminate in questo articolo fanno parte di un gruppo di oggetti di provenienza sottomarina, acquisiti con sequestri e recuperi mirati dal Museo Archeologico di Vibo Valentia. I manufatti coprono un periodo che va dalla metà del V secolo a.C. alla metà del XI secolo d.C. Si può presumere che almeno tre gruppi omogenei di anfore provengano da naufragi nelle acque prossime al centro greco-romano di Hipponion-Valentia (Calabria centro-occidentale).


Enrico Felici, Il mare a Roma

Svetonio riporta che Nerone aveva l'intenzione di far arrivare il mare a Roma con un canale da Ostia. Il progetto, che non risulta sia stato avviato, viene esaminato immaginandone le caratteristiche e le finalità e inquadrandolo negli interventi di Nerone sulle infrastrutture per i trasferimenti annonari e classiarî. Si confronta inoltre la notizia di Svetonio con il giudizio che lo stesso Svetonio e Tacito danno sull'altra fossa neroniana tra Ostia e l'Averno, e con il progetto di Cesare tra Ostia e Tarracina, ricordato da Plutarco.

Per maggiori informazioni fai click qui.

Archeounict - Palazzo Ingrassia, via Biblioteca, 4 -95124- Catania (Italia) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Joomla School Templates by Joomlashack